Le sigle TV anni ’70 e ’80 non erano semplici introduzioni: erano l’appuntamento, il momento in cui correvi davanti al televisore perché stava per cominciare. A distanza di decenni bastano poche note per riportarci indietro — ed è per questo che oggi sono diventate oggetto di culto e di collezionismo. In questa guida ripercorro da dove nascono, chi le cantava davvero, quali sono rimaste iconiche e come si collezionano.
La prima sigla che mi viene in mente è quella di Ufo Robot. Conservo ancora gelosamente il 45 giri originale: da bambino lo ascoltavo sul mio mangiadischi arancione, un Wilco Corallo a cui ho dedicato un articolo qui sul sito. Bastava far partire quel disco perché la stanza si riempisse di quella carica — ed è ancora oggi l’emozione che cerco ogni volta che ritrovo una sigla che credevo perduta.

Perché ci sono rimaste nel cuore
Le sigle degli anni ’70 e ’80 hanno accompagnato un rito quotidiano: l’orario fisso, il divano, i cartoni del pomeriggio. Erano musica pensata per restare in testa al primo ascolto, con ritornelli semplici e testi che raccontavano in pochi versi tutta la storia. Per questo si sono fissate nella memoria collettiva di un’intera generazione: non le abbiamo “ascoltate”, le abbiamo vissute.
Un’anomalia tutta italiana
Qui c’è un dettaglio che pochi conoscono e che vale la pena raccontare: l’Italia è quasi l’unico Paese ad aver creato sigle originali per i cartoni importati, invece di tradurre semplicemente quelle giapponesi o americane. Goldrake, Mazinga, Jeeg in Italia hanno avuto canzoni scritte e incise da zero, spesso più famose della serie stessa. È una specificità culturale nostra, ed è una delle ragioni per cui queste sigle sono così amate e collezionate: sono, a tutti gli effetti, canzoni pop italiane.

Le voci e gli autori: chi cantava davvero le sigle
Dietro quelle canzoni c’erano interpreti spesso rimasti nell’ombra ma per noi leggendari: I Cavalieri del Re, i Superobots e i Rocking Horse (con la voce inconfondibile di Douglas Meakin), i Micronauti, Giorgia Lepore. E autori-arrangiatori come Vince Tempera, la cui “Ufo Robot” per Goldrake fu un successo clamoroso, tra i dischi per bambini più venduti di sempre in Italia.
A questi artisti ho dedicato un articolo a parte, con la storia dei singoli interpreti e un video sul mio canale:
👉 Le voci della nostra infanzia: i cantanti delle sigle.
Le sigle più iconiche
Ecco la mia classifica personale delle sigle dei cartoni: quelle che, per me, hanno lasciato il segno più profondo.
| # | Sigla (cartone) | Anno (Italia) | Interprete / autore | 45 giri (fascia prezzo) |
|---|---|---|---|---|
| 1 | Ufo Robot (Goldrake) | 1978 | inciso come “Actarus” — mus. Vince Tempera | da 15 a 50 EUR |
| 2 | Jeeg Robot d’acciaio | 1979 | Roberto Fogu (“Fogus”) | da 30 a 60 EUR |
| 3 | Daitarn III | 1980 | I Micronauti — mus. Vince Tempera | da 5 a 20 EUR |
| 4 | Mazinga Z | 1980 | “Galaxy Group” (i Pandemonium) — arr. Detto Mariano | da 25 a 70 EUR |
| 5 | L’Uomo Tigre | 1982 | I Cavalieri del Re (Riccardo Zara) | da 15 a 60 EUR |
| 6 | Blue Noah – Mare spaziale | 1980 | I Superobots | da 15 a 50 EUR |
| 7 | Fantaman | 1981 | I Superobots (come “Superband”) | da 20 a 55 EUR |
| 8 | Sasuke, il piccolo ninja | 1982 | I Cavalieri del Re | da 35 a 80 EUR |
| 9 | Lady Oscar | 1982 | I Cavalieri del Re | da 10 a 50 EUR |
| 10 | Capitan Harlock | 1979 | “La banda dei bucanieri” — mus. Vince Tempera | da 25 a 35 EUR |
| 11 | La spada di King Arthur | 1981 | I Cavalieri del Re (Riccardo Zara) | da 10 a 30 EUR |
| 12 | Forza Sugar | 1983 | Rocking Horse | da 25 a 70 EUR |
Un dettaglio che salta all’occhio scorrendo la colonna degli interpreti: gli stessi nomi tornano più volte — I Cavalieri del Re (ben quattro sigle della mia classifica), i Superobots, e la mano di Vince Tempera in Goldrake, Daitarn e Harlock. È la conferma che la colonna sonora della nostra infanzia è nata da poche, straordinarie “fucine”.

Collezionare le sigle: 45 giri, vinili e raritÃ
Il formato-principe del collezionismo delle sigle è il 45 giri (il 7″ con sigla sul lato A e base o seconda sigla sul lato B), uscito su etichette come RCA Italiana, Fonit Cetra, CGD. Alcuni sono comunissimi, altri — tirature limitate, copertine particolari, dischi promo — sono ricercatissimi e possono valere parecchio in buono stato. Poi ci sono le raccolte e i vinili celebrativi, e più avanti le compilation che hanno segnato il passaggio all’era di Cristina D’Avena.
Come per i fumetti, il valore dipende soprattutto dallo stato di conservazione (disco e copertina) e dalla rarità della stampa.
Se vuoi startene alla ricerca, i 45 giri originali delle sigle si trovano spesso su eBay: dalle stampe più comuni fino alle rarità in buono stato. Puoi dare un’occhiata alle sigle TV in vinile disponibili ora su eBay — il mio consiglio resta sempre lo stesso: valuta le condizioni dalle foto reali dell’inserzione e diffida dei prezzi troppo bassi per pezzi troppo belli.
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Cosa significano per me
Per me le sigle TV degli anni ’70 e ’80 sono una vera comfort zone: un momento di relax e di evasione. Le ascolto ancora periodicamente — le ho persino organizzate in playlist — perché oltre a essere ricordi d’infanzia sono, a tutti gli effetti, dei piccoli capolavori musicali. Ed è questo, in fondo, il motivo per cui continuo a cercarle, ad ascoltarle e a collezionarle.