Le voci della nostra infanzia: i cantanti delle sigle dei cartoni anni ’70 e ’80

Le voci della nostra infanzia risuonano ancora oggi non appena chiudiamo gli occhi e ripensiamo ai pomeriggi passati davanti alla TV. I veri protagonisti di quegli anni, infatti, non erano solo i robot d’acciaio o le eroine romantiche, ma proprio i cantanti delle sigle dei cartoni animati.

Negli anni ’70 e ’80, il mercato discografico italiano legato alla TV dei ragazzi viveva una vera e propria età dell’oro. Dietro a quei 45 giri di enorme successo si nascondevano grandissimi musicisti, arrangiatori e interpreti che hanno venduto milioni di copie, diventando la colonna sonora di un’intera generazione. Riscopriamo insieme i gruppi e i solisti indimenticabili che hanno fatto la storia della cultura pop italiana.

I Cavalieri del Re: la famiglia reale delle sigle

Se parliamo di vendite da capogiro e di uno stile inconfondibile, non possiamo che partire da I Cavalieri del Re. Fondato dal geniale Riccardo Zara, il gruppo era una vera e propria famiglia: oltre a Riccardo, cantavano la moglie Clara Serina (con la sua voce acuta e inimitabile), il figlio Jonathan e la sorella di Clara, Guiomar.

Il loro stile univa melodie pop irresistibili, cori complessi e un tocco di folk. Il loro debutto col botto avvenne con La spada di King Arthur, ma la vera consacrazione arrivò con capolavori assoluti che tutti noi abbiamo cantato a squarciagola:

  • Lady Oscar (un successo clamoroso che sfiorò il milione di copie vendute)
  • L’Uomo Tigre
  • Yattaman
  • Gigi la Trottola e Calendar Men

I Superobots e I Rocking Horse: le due facce della stessa medaglia

Uno dei retroscena più affascinanti per i collezionisti e gli appassionati riguarda il dualismo tra I Superobots e I Rocking Horse. In realtà, dietro a questi due nomi si nascondeva lo stesso nucleo di formidabili musicisti, guidati dal cantante e chitarrista scozzese Douglas Meakin (la cui pronuncia inglese rendeva le sigle ancora più “internazionali” e grintose) e da Aldo Tamborelli.

Perché due nomi diversi? Tutto dipendeva dal genere del cartone animato e dall’etichetta discografica:

  • Come Superobots, si dedicavano ai robottoni e all’azione pura, regalandoci pietre miliari come Il Grande Mazinger, Jeeg Robot, Ken Falco e Trider G7.
  • Come Rocking Horse, prestavano la voce a serie più leggere, d’avventura o sentimentali, firmando capolavori assoluti come Candy Candy, Sampei e Lulù l’angelo tra i fiori.

I Micronauti: l’energia pura e il groove anni ’70

Dietro lo pseudonimo de I Micronauti si celava un collettivo di turnisti e musicisti di altissimo livello, spesso diretti dal Maestro Vince Tempera (uno dei padri fondatori delle sigle italiane, insieme ad Ares Tavolazzi e Luigi Albertelli).

Il loro suono era potentissimo, caratterizzato da giri di basso funk impressionanti, fiati epici e un ritmo che non aveva nulla da invidiare alle produzioni disco music internazionali dell’epoca. Il loro capolavoro assoluto? Senza dubbio la sigla di Daitarn 3, un pezzo dal groove pazzesco che ancora oggi fa ballare le piazze durante le fiere del fumetto. A loro dobbiamo anche la splendida e spaziale sigla di Tekkaman.

Giorgia Lepore: la voce dolce di un’epoca

Mentre i gruppi citati sfornavano ritmi incalzanti, c’era una voce bianca che ci accompagnava in storie più profonde e malinconiche. Giorgia Lepore era solo una bambina quando iniziò a incidere sigle televisive, ma la sua timbrica dolce e sognante è rimasta incisa nel cuore di tutti noi.

Tra i suoi successi più amati e ricordati dai collezionisti di 45 giri spiccano:

  • Conan il ragazzo del futuro (una melodia evocativa perfetta per il capolavoro di Hayao Miyazaki)
  • Ryu il ragazzo delle caverne
  • La primissima versione della sigla di Mimì e la nazionale di pallavolo

Le voci della nostra infanzia: un patrimonio da collezionare

Oggi i dischi originali di questi cantanti delle sigle dei cartoni sono ricercatissimi nel mercato del collezionismo vintage. Quei solchi in vinile non contengono solo musica, ma la memoria di un’epoca in cui la televisione era un rito e la sigla era la porta d’ingresso verso mondi fantastici.


Iscriviti al canale Youtube per scoprire tutti i video sulle sigle dei programmi della nostra infanzia