Il Mangiadischi Wilco Corallo: L’oggetto magico che divorava i nostri pomeriggi


Se siete cresciuti negli anni ’70 e ’80, c’è un oggetto magico che sicuramente ha segnato i vostri pomeriggi: il mitico mangiadischi Wilco corallo.

Chiudete gli occhi per un momento. Riuscite a sentire quel rumore? Quel clack meccanico e inconfondibile, seguito dal ronzio del motorino e dal fruscio ruvido della puntina che si appoggiava sul solco.

Se avete sorriso leggendo queste righe, significa che anche voi avete passato l’infanzia accovacciati sul tappeto del salotto, stringendo tra le mani uno degli oggetti di design più iconici di quell’epoca.

Oggi su Lukaweb voglio portarvi con me in un viaggio nel tempo, aprendo uno scrigno dei ricordi a cui tengo moltissimo. Vi presento il mio compagno di avventure inseparabile: il mio Wilco arancione.


Il mito del Wilco Corallo

Prima dell’epoca degli smartphone, prima dei lettori MP3 e persino prima del magico Walkman a cassette, c’era lui. Il Wilco Corallo era un concentrato di design spaziale anni ’70: colori sgargianti, scocche in plastica spessa e indistruttibile (perfetta per resistere agli urti dei bambini) e quella fessura frontale che sembrava letteralmente “inghiottire” i dischi.

Era la nostra prima vera indipendenza musicale. Bastava infilarci sei enormi pile torcia, afferrarlo per la maniglia e potevamo portare i nostri eroi dei cartoni animati in cortile, in spiaggia o a casa degli amichetti. Custodisco ancora oggi il mio modello arancione con una gelosia maniacale: funziona perfettamente ed è un pezzo da museo del collezionismo vintage!

Ma un mangiadischi senza dischi è come una Dune Buggy senza motore. Ecco i sei 45 giri che hanno consumato la puntina del mio Wilco Corallo!

Wilco corallo

🎶 I 45 Giri del Cuore: La mia collezione

  • Ufo Robot: Il disco che ha cambiato tutto. Inserire questo 45 giri significava richiamare Actarus sulla Terra. La linea di basso iniziale scritta da Ares Tavolazzi e l’energia di questa sigla ci facevano letteralmente saltare sul divano pronti a lanciare le lame rotanti!
  • La Principessa Sapphire: Un’atmosfera completamente diversa, magica e sognante. Il primo grande capolavoro shojo di Osamu Tezuka arrivato in Italia, accompagnato da una sigla epica cantata da I Cavalieri di Silverland che ci trasportava in un mondo di cavalieri, streghe e identità segrete.
  • Heidi: Il disco che credo ogni bambino italiano possedesse. La voce rassicurante e cristallina di Elisabetta Viviani ci portava diretti sulle Alpi. Era la colonna sonora perfetta per i pomeriggi d’inverno passati a fare merenda dopo la scuola.
  • Woobinda: Che ricordi! Le avventure del medico degli animali nel selvaggio bush australiano ci tenevano incollati alla TV. Curiosità per i veri nerd: lo sapevate che la sigla di Woobinda è stata il primo clamoroso successo di Riccardo Zara, il fondatore dei leggendari Cavalieri del Re? Un pezzo di storia della TV!
  • Zorro: Un classico assoluto. Le avventure in bianco e nero del cavaliere mascherato, col sergente Garcia sempre pronto a combinare guai. La sigla era un inno di giustizia che ci faceva correre per casa con un bastone in mano a tracciare la famosa “Z”.
  • Mira Mira l’Olandesina: Un pezzo rarissimo e dolcissimo! Nata sull’onda del successo di uno storico spot pubblicitario della Mira Lanza, questa canzone entrò nel cuore di tutti. La chicca assurda? La vocina da bambina che canta questa sigla del 1979 appartiene a Donatella Bianchi… esatto, proprio la futura presentatrice storica di Linea Blu!
Ufo Robot
Woobinda
Heidi 45 giri

A proposito di melodie indimenticabili…

Se rileggere i titoli di questi 45 giri vi ha fatto venire una voglia irrefrenabile di alzare il volume e cantare a squarciagola, sappiate che il nostro viaggio musicale non finisce certo qui! Il mondo delle canzoni che accompagnavano i nostri pomeriggi è vastissimo e pieno di aneddoti assurdi che in pochissimi conoscono. Se volete continuare a emozionarvi e scoprire chi si nascondeva davvero dietro ai microfoni dei nostri cartoni animati preferiti, vi invito a tuffarvi nel mio speciale dedicato: 👉 [Cliccate qui per leggere l’articolo e guardare il video con tutti i retroscena sulle indimenticabili Sigle TV!]


📻 Volete rimettervi in casa questo pezzo di storia?

Lo so, arrivati a questo punto dell’articolo vi è salita un’incredibile nostalgia e vi state chiedendo: “Ma chissà se si trova ancora in giro un Wilco corallo funzionante?”. La risposta è assolutamente sì!

Anche se sono passati decenni, queste plastiche anni ’70 erano fatte per durare e il mercato del collezionismo vintage è ricchissimo di occasioni. Se volete provare di nuovo l’emozione di far scattare quel tasto e riascoltare i vostri vecchi 45 giri rimasti in cantina (o se volete fare un regalo pazzesco che farà scendere la lacrimuccia a un vostro coetaneo), il posto migliore per scovare queste perle è senza dubbio eBay.

Potete spulciare le aste o cercare i modelli già revisionati dai collezionisti, magari proprio del colore che avevate da bambini!

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(Piccola nota di trasparenza: quello che trovate qui sopra è un link di affiliazione. Significa che se decidete di fare questo tuffo nel passato e acquistare tramite il link, eBay riconoscerà una piccola commissione a Lukaweb, senza assolutamente alcun costo aggiuntivo per voi. È un modo semplice e gratuito per supportare il sito e i nostri prossimi viaggi nei ricordi!)


📺 Il viaggio nel tempo continua in video!

Se riaprire la scatola dei ricordi del Wilco Corallo vi ha fatto scendere la proverbiale lacrimuccia, sappiate che la nostra macchina del tempo non si ferma certo qui!

Sul mio canale YouTube porto letteralmente in vita tutti questi ricordi: andiamo alla scoperta di retroscena pazzeschi sui film cult degli anni ’80 (da Fuga da New York ai capolavori di Bud e Terence), sveliamo i segreti inconfessabili delle sigle TV e rispolveriamo insieme i giocattoli e i programmi che hanno segnato la nostra infanzia.

Se volete continuare a emozionarvi e supportare il progetto, venite a trovarmi in video e unitevi alla famiglia di nostalgici!

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E il vostro di che colore era?

Ritrovare questo mangiadischi e ascoltare il fruscio di queste sigle originali è un’emozione che nessuna piattaforma di streaming potrà mai eguagliare. È la magia di toccare con mano la propria infanzia.

Ora però tocca a voi! 👇 Nei commenti qui sotto, fatemi sapere: avete mai avuto un mangiadischi? Di che colore era? E qual era il 45 giri che avete ascoltato così tante volte da consumarne i solchi?

Ci vediamo al prossimo tuffo nel passato! (Lukaweb)