I videogiochi vintage non sono solo pixel e cartucce: sono il ricordo dei pomeriggi passati davanti alla TV, delle sale giochi e delle prime console entrate in casa. Il retrogaming — la riscoperta di quei giochi e di quelle macchine — è oggi un fenomeno culturale e collezionistico in piena salute. In questa guida ripercorro la storia delle console che hanno fatto epoca, i giochi rimasti nella memoria e come si collezionano oggi.
La mia prima console è stata una Sportron, alla fine degli anni ’70: ricordo ancora le partite interminabili a Tennis e Hockey sul primo televisore a colori di casa, quello a tubo catodico. Da lì è iniziato tutto. Con gli anni sono arrivate le altre — conservo ancora il mio Atari 2600 — e soprattutto il Commodore 64, teatro di infiniti pomeriggi di sfide tra amici.

Il mio Sportron HINNO-HIT
Cos’è davvero il retrogaming
Retrogaming non significa soltanto “giocare a giochi vecchi”: è la riscoperta e la conservazione della storia dei videogiochi, delle sue macchine e della sua cultura. Per molti è nostalgia, per altri è collezionismo, per altri ancora è studio di come sono nati i linguaggi che i videogiochi usano ancora oggi. In tutti i casi, è il riconoscimento che quei titoli — pur con pochi colori e poca memoria — erano piccoli capolavori di ingegno.
Una breve storia: dalle prime console all’età dell’oro
Tutto comincia nel 1972 con il Magnavox Odyssey, la prima console casalinga, e con il fenomeno da sala giochi di Pong. Poi arriva l’Atari 2600 (1977) a portare i videogiochi nelle case, e l’età dell’oro delle sale giochi con Space Invaders (1978), Pac-Man (1980) e Donkey Kong (1981). Dopo la grande crisi del 1983, è Nintendo a rilanciare tutto con il NES, seguito dalla stagione a 16 bit di Sega Mega Drive e Super Nintendo, mentre in Italia spopolavano anche gli home computer come il Commodore 64 e l’Amiga.
Le console che hanno fatto la storia
Ogni collezionista ha le sue, ma alcune macchine sono pietre miliari: Atari 2600, Nintendo NES e Super Nintendo, Sega Master System e Mega Drive, il Game Boy che ha reso il gioco portatile un fenomeno di massa, e — molto sentiti in Italia — il Commodore 64 e l’Amiga.
Di quelle qui elencate, ne ho vissute due in prima persona: l’Atari 2600, che conservo ancora, e il Commodore 64 delle sfide tra amici. Sono le macchine di cui parlo con più affetto, e la mia prospettiva su di loro non è quella di chi le studia, ma di chi le ha davvero usate.

La mia console Atari 2600 del 1986
I giochi iconici
Dai cabinati delle sale giochi ai grandi classici casalinghi, certi titoli sono entrati nella memoria collettiva. Sui migliori giochi con cui iniziare ho scritto un approfondimento dedicato: 👉 I migliori giochi NES per iniziare col retrogaming.
Collezionare console e giochi vintage
Nel retrogaming il valore dipende soprattutto da:
- Stato di conservazione e completezza. Il massimo è il pezzo “CIB” (Complete In Box: console o gioco completo di scatola, manuali e accessori). Un gioco sigillato e mai aperto è il Sacro Graal.
- Rarità del titolo o della versione. Tirature limitate, edizioni ritirate, versioni particolari.
- Regione e formato. Per l’Europa contano le versioni PAL; certe edizioni sono più rare di altre.
- La scatola e i manuali. Come per i giocattoli, la confezione originale fa gran parte del valore.
Ecco le console più ricercate dai collezionisti, per orientarsi (due, l’Atari 2600 e il Commodore 64, sono proprio quelle che conservo io).
| Console | Anno (uscita) | Perché è ricercata | Prezzo (funzionante / CIB) |
|---|---|---|---|
| Atari 2600 | 1977 | la console che ha portato i videogiochi in casa; ambita completa di scatola e cartucce | DA 60 EUR A 500 EUR |
| Commodore 64 | 1982 | l’home computer più venduto di sempre, mito in Italia; ricercato funzionante e con periferiche | DA 50 EUR A 350 EUR |
| Nintendo NES | 1983 (JP) · 1986 (EU) | ha rilanciato il settore dopo la crisi dell’83; i giochi sigillati sono quotatissimi | DA 30 EUR A 1500 EUR |
| Sega Master System | 1985 · 1987 (EU) | molto diffusa in Europa e in Italia; ricercata se completa | DA 40 EUR A 450 EUR |
| Amiga 500 | 1987 | il mito dei pomeriggi tra amici; ambita funzionante e con i floppy originali | DA 65 EUR A 800 EUR |
| Sega Mega Drive | 1988 · 1990 (EU) | l’era dei 16 bit; modelli e titoli particolari molto cercati | DA 30 EUR A 300 EUR |
| Game Boy | 1989 | ha reso il gioco portatile un fenomeno; modelli ed edizioni speciali collezionati | DA 75 EUR A 400 EUR |
| Super Nintendo (SNES) | 1990 · 1992 (EU) | 16 bit di culto; giochi CIB e rari molto quotati | DA 80 EUR A 700 EUR |
| Neo Geo AES (SNK) | 1990 | la console “di lusso”, la sala giochi in casa: tra le più costose per i collezionisti | DA 150 EUR A 600 EUR |
| Nintendo Virtual Boy | 1995 | flop commerciale diventato pezzo raro e ambito | DA 250 EUR A 1500 EUR |
Un’indicazione utile per i prezzi: a parità di modello, i valori più alti li spuntano gli esemplari CIB (completi di scatola e manuali) e i giochi ancora sigillati; e alcune macchine “premium” come il Neo Geo AES partono già di loro da cifre molto più alte.
Approfondimenti
Dove trovarli e conservarli
Fiere del retrogaming, mercatini, gruppi di appassionati e aste online. Online vale la regola di sempre: valuta condizioni e completezza dalle foto reali, attenzione a versioni e regioni.
Potete spulciare le aste o cercare i modelli già revisionati dai collezionisti.
👉 [CLICCA QUI PER CERCARE I VIDEOGIOCHI SU EBAY]
(Piccola nota di trasparenza: quello che trovate qui sopra è un link di affiliazione. Significa che se decidete di fare questo tuffo nel passato e acquistare tramite il link, eBay riconoscerà una piccola commissione a Lukaweb, senza assolutamente alcun costo aggiuntivo per voi. È un modo semplice e gratuito per supportare il sito e i nostri prossimi viaggi nei ricordi!)
Se volete continuare a emozionarvi e supportare il progetto, venite a trovarmi in video e unitevi alla famiglia di nostalgici!
👉 [CLICCA QUI PER ISCRIVERTI AL CANALE YOUTUBE LUKAWEB E NON PERDERTI I PROSSIMI CULT! 🔴]
Cosa significa per me
C’è un momento che ogni appassionato di retrogaming conosce: rimetti le mani su un gioco di quarant’anni fa e scopri che le dita sanno ancora cosa fare, che i riflessi sono rimasti lì, intatti. Non è solo nostalgia — è ritrovare una parte di sé che non se n’è mai andata, gli stessi gesti di quelle partite a Tennis sulla Sportron. Ed è per questo che continuo a giocarci, a custodire quelle macchine e a raccontarle qui.